<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="65001"%> Angiolo Pergolini - Critica

Il fascino dell'immaginario

Uno spiccato senso plastico accompagna il vigore di un colorismo di peculiare lucentezza nella pittura di Angiolo Pergolini per composizioni nitide di figurazioni dai volumi levigati e dai contrasti smaglianti. La sua narrativa parla il linguaggio surrealista, non c’è dubbio, ma insieme coltiva ed evolve un atteggiamento aperto alle vibrazioni positive della vita. Come ogni ipotesi di stravolgimento della realtà, nelle sue coordinate di spazio, di forma, e di logica, è di per sè inquietante perché sposta i parametri della nostra conoscenza e gli impone una dimensione altra: quella che Pergolini ci propone si riscatta della cupezza e delle angosciose esasperazioni attraverso il fascino di un immaginario che non rinuncia alla bellezza e all’armonia. Il carattere teatrale dei suoi racconti sostiene anche quelle nuovissime composizioni in cui l’autore spinge all’estremo la riduzione della forma fino a dialogare con l’astrazione; permane come nelle scene di figura o “nature morte” l’uso di una partitura spaziale che definisce inquadrature, intersecazioni di piani secondo una prospettiva che reinventa la percezione di esterno - interno, di vicino-lontano. L’habitat “pergoliniano” è ampio e complesso, comprende relazioni con l’umano, la natura, l’animale in un “ridisegno” che nell’opporsi al vero ha stabilito comunque delle regole: nella morbidezza dei corpi, di qualunque natura “diversa” essi siano, nella continuità tra forme e spazio,nella brillantezza del colore e della luce carichi di energia. Le immagini sgorgano da un vocabolario “innaturale” che è proprio dell’artista, senza alcun ricorso alla campionatura del surrealismo storico, bensì nutrito dalla sua stessa esperienza che, fondata su frequentazioni anche del “ritratto” del vero come di altre tecniche, l’acquarello e la più rara scultura, può consapevolmente esplorare l’invenzione di un universo libero da comuni convenzioni. (Roberta Fiorini)

The charm of imaginary

In the works of Angiolo Pergolini a strong sense of plasticism goes together with a colorism gives a strong idea of brightness, thus creating compositions with smooth volumes and shining contrasts. His narrative uses, without any doubt, a surrealistic language, but at the same time its attitude is open to life’s positive vibration. As any other attempt distort realty, i.e. to change its coordinates in space, shape and logic, is disquieting because it changes our knowledge parameters and creates a different dimension: the dimension proposed By Pergolini unfolds from darkness and upsetting exasperation through a gittering imagine which is keen of beauty and harmony. The theatrical aspect of his tales supports the new composition where the author exasperate the reduction of the form until the dialogue with abstraction; in the figure or still life scenes the use of a partition of the space which defines the frames, crossing front and back senses in accordance to a perspective which recreate the perception of inside-out, of so-close-so-far. Habitat Pergoliniano is wide and complex and covers relations with human being nature animal in a redrawing which is opposite to truth and create however rules: the softness of bodies, of whatsoever different nature they might be, in the continuum between shapes and space, in the brightness of colour and light, so rich of energy images are flowing out from an unnatural dictionary which belong to the artist, without any sampling due to the historical surrealism but nourished by his own experience which is based on “dal vero” portrait familiarity as well as on other techniques, such as water-colours, and the rarer sculpture and can explore with consciousness the creation of an Universe free of common laces. (Roberta Fiorini)